50 anni suonati

di Giorgio Galleano

  • Per la sua réunion dopo 15 anni (esclusa la parentesi di Shanghai, che pochi italiani hanno visto) il trio PAF (Fresu/Salis/Di Castri) è capitato a Sarroch, in uno dei luoghi emblematici delle contraddizioni dello sviluppo in Sardegna (da 50 anni ospita la più grande raffineria d’Europa, la Saras dei Moratti, e proprio in quei giorni si chiudeva con la condanna di alcuni dirigenti il processo per i tre morti sul lavoro del maggio 2009): alla fine Fresu si compiacerà, con un calembour che da lui non ci aspettavamo, di quanto il pubblico fosse “gasato”…
    Meno gasati eravamo di certo noi, intesi come io e Gavina la Panda: era il giorno del ko di Gavina sulle erte del Monte Arci, ed era anche il giorno dopo lo smarrimento dell’unica batteria efficiente della mia telecamera, quindi fra l’arrivo ritardato e la poca autonomia non ero stato in grado di mettere insieme un video decente: nelle settimane succcessive ho potuto riparlare con Antonello Salis e Furio Di Castri e finalmente sono in grado di raccontare almeno un po’ di questo concerto speciale…

    Il trio PAF

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    Questo è l’ultimo servizio di questo blog sui singoli concerti di “!50″: ne mancano ancora 4 o 5 ed appena avrò ottenuto dallo staff di Paolo (in questi giorni impegnatissimo per “Time in Jazz” a Berchidda) un po’ di materiale audio/video, preparerò delle brevi presentazioni che andranno poi a completare il tour virtuale di “!50″ in Google Earth che rimarrà disponibile alla pagina http://www.tg3.rai.it/dl/tg3/PaoloFresu.html: a settembre sostituirò le 50 schede di presentazione ora disponibili nel tour con i video di questo blog e con nuovi testi.
    Ancora su questo blog, entro venerdì, un minidocumentario (la cui messa in onda era prevista nella fascia di “Linea Notte” per questo venerdì, ma probabilmente salterà per via del “commmissariamento” del nostro governo) e, se Gavina continua ad insistere, anche un video di “!50 anni guidati” di cui sarà lei la protagonista!

  • Il tempo è tiranno e il collegamennto è precario… per farla breve, ora ti becchi l’intervista doppia a Fabrizio Bosso e Flavio Boltro, roba di più di dieci giorni fa. Il ritardo è grave ma sono stati giorni concitati: ho dovuto abbandonare il tour (saltato il concerto di Mandas con il mio amico Don Pasta, cui chiedo scusa) per un’intervista con una delle persone più interessanti che abbia mai conosciuto, Chiara Vigo di Sant’Antioco, custode del “Filo dell’Acqua” (vedi una delle prossime puntate della rubrica “Persone” del tg3, che riprenderà a settembre).
    Ne riparliamo un’altra volta, ora ho appena il tempo di caricare il video con l’intervista ai due grandi della tromba torinese: il “maestro” Flavio Boltro e il “pivello” Fabrizio Bosso, di tredici anni più giovane, che proporio in Flavio ha trovato lo stimolo per diventare quel mostro che è oggi…

    Flavio Boltro e Fabrizio Bosso

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  • Massimo Zedda

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    E’ stato uno dei protagonisti dell’ultima tornata elettorale, fin dal momento delle primarie quando, candidato da Sel contro uno dei leader locali del PD, vinse a sorpresa per poi diventare il primo Sindaco cagliaritano “comunista” del dopoguerra: Massimo Zedda, trentacinque anni, con sulle spalle un curriculum politico già piuttosto lungo e una faccia da “pivello” che può trarre in inganno, non ha avuto la stessa visibilità dei colleghi Pisapia e De Magistris ma la sua vittoria, in una città da sempre dominata dal centrodestra, è altrettanto importante. In questa intervista ho cercato di conoscere meglio lui e la sua idea della politica: è contrario agli inceneritori e al “piano casa” ma anche all’ipotesi di patrimoniale, e non si aspetta dai partiti della sua maggioranza quel “fuoco amico” che molti gli pronosticano e che già costò la carriera all’ex-governatore Soru. Infine, una conferma: il neosindaco non ha nulla a che fare con la famose “tre M” (Medicina, Mattone e Massoneria) da sempre considerate il simbolo del vero potere in città (seguirà una seconda parte dell’intervista, dedicata ai problemi della città di Cagliari).

  • I concerti al tramonto hanno una magia particolare, specialmente se fra i protagonisti c’è il duo Paolo Fresu-Dhafer Youssef, “allargato” per l’occasione con la partecipazione del chitarrista norvegese Eivind Aarset: in questo caso poi anche la location, l’esterno del Museo Nivola (proprio nel giorno del centenario della nascita del grande scultore sardo) ha contribuito a creare un’atmosfera onirica, al di là del tempo e dello spazio…

    Fresu-Youssef-Aarset

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  • Paolino Dallaporta

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    In questa intervista Paolino Dallaporta, il contrabbassista che è presente a “!50 anni suonati” con ben quattro progetti (il prossimo appuntamento è per il primo di luglio con Ornella Vanoni) parla della grande dote di Paolo, la sua capacità di lasciarsi scivolare addosso i contrattempi senza mai lasciare che lo disturbino -anzi cercando di volgere ogni volta l’imprevisto a proprio vantaggio- e racconta la genesi del nome “Stanley Music” per il cd del Devil Quartet, nato da un “cazzeggio” davanti al mare della Nuova Caledonia.

  • Stefano Bollani

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    Prima di tutto lasciate che saluti tutti coloro che hanno lasciato il loro commento su queste pagine, i quasi 500 che hanno cliccato “Mi piace” sulla pagina del tg3 su “!50″ e i tanti nuovi amici che mi stanno contattando su Facebook:  un grazie di cuore a tutti, vista la difficoltà a farlo di persona nelle poche ore di (lenta) connessione quotidiana.

    L’intervista di oggi è al grande Stefano Bollani, che ci parla del suo freschissimo cd inciso con una Big Band (da cui il titolo, “Big Band!”) e del suo lungo rapporto artistico e personale con Paolo Fresu, che l’altra sera sulla piazza di Lei ha trovato la forma, quasi inedita per la verità, del duo.

  • Xavier Girotto

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    Non è facile per l’argentino Xavier Girotto affrontare il tema dei desaparecidos, come ha fatto con Paolo Fresu, l’attore Gabriele Marchesini e le foto raccolte da Anna Marceddu ne “Le irregolari” tratto dal romanzo di Massimo Carlotto: Xavier è figlio di quella storia e, anche se non si considere un “esiliato”, la sua famiglia è stata toccata dal dramma. Per questo gli ci vuole un po’ di autocontrollo per affrontare da artista temi che, quando li vive da spettatore, scatenano in lui emozioni difficilmente controllabili.

  • Gli ultimi giorni sono stati un po’ movimentati: in Sardegna stanno succedendo parecchie cose, e di alcune di queste sono andato ad occuparmi per il tg3: stamattina è passato il servizio sull’incredibile bancarotta del gruppo E-polis, che per ragioni tecniche sarà su queste pagine solo lunedì mattina, e nei prossimi giorni sono in arrivo altri servizi su due dei gioielli di Cagliari: la necropoli di Tuvixeddu e il parco di Molentargius con la straordinaria nidificazione di circa 5000 fenicotteri. Per quanto riguarda il tour, bellissimo il recital di ieri a Sedilo: “Le irregolari”, tratto dal libro di Massimo Carlotto con Xavier Girotto: domattina pubblicherò la videointervista e un primo “diario della settimana”, per il momento buonanotte: dopo tutti questi fenicotteri (e pernici, e poiane… vedi il diario di domani) stasera si va a letto con le galline! Domani a Lei ci sarà Bollani e non aspettiamo altro che fare le ore piccole con lui…

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