50 anni suonati

di Giorgio Galleano

  • Dopo 49 concerti gratuiti, non avrei scommesso un calzino sul “sold out” del 50esimo, al modico prezzo di 30 euro e nel chiuso di un teatro da 1500 posti a fine luglio: e invece quel satanasso di Fresu ce l’ha fatta anche stavolta! Nel video stralci del concerto e dell’intervista conclusiva a Paolo: a fra poco su queste pagine per il mio personale bilancio finale, e ai prossimi giorni per le ultime interviste ai protagonisti “dietro le quinte” e un video finale su tutta l’avventura di “!50″. E a proposito di quinte, guarda cosa succede verso il finale di questo video, al riparo dagli sguardi del pubblico…

    Paolo Fresu

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  • Era il lontano 29 giugno quando a Perfugas, di fronte alla splendida chiesetta di Santa Maria ‘e Fora, Pierpaolo Piludu e Paolo Fresu rimettevano in scena “Laribiancos”, lo spettacolo basato su un romanzo di Francesco Masala sul destino dei tanti ragazzi poveri mandati a morire in Russia nella II Guerra Mondiale. “Laribiancos”, come spiega Pierpaolo Piludu in quest’intervista realizzata a Pirri (Cagliari) nella sede del Cada Die Teatro, era il nomignolo spregiativo riservato a quei figli di contadini che, a causa della denutrizione, avevano le labbra bianche. Le riprese sono di Sandro Usai, le foto dello spettacolo sono di Gianfranco Mura.

    Pierpaolo Piludu

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  • Per il grande chitarrista Ralph Towner la bravura del musicista coincide con la sua capacità di dare una “voce” unica e inconfondibile al proprio strumento: ogni nota va “accentata” in maniera diversa, così come facciamo per dare espressività alle nostre parole, ed è proprio con il suono della voce, o meglio del discorso (speech) che Towner paragona la capacità dei musicisti di raccontare storie con il loro strumenti: dote che non manca certo a Paolo Fresu, con il quale Towner, che lo conobbe 17 anni fa al festival di Sant’Anna Arresi, ha a lungo inseguito il sogno di un duo.
    Il concerto è quello di Barumini del 6 luglio, ai piedi del Nuraghe più importante della Sardegna, che Towner ha visitato rimanendo affascinato dalla sapienza degli ingegneri nuragici…

    Ralph Towner

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  • Ne è passato di tempo da quando, per liberare l’hard disk, mi sono “fumato” i due servizi già montati sui concerti di Barumini e Antas… riecco qui finalmente la lunga intervista ad Enrico Rava: il grande trombettista racconta il concerto del tempio di Antas con il supergruppo di Dave Douglas (nato, come ormai spesso accade nel jazz, proprio in Sardegna) e anticipa un suo futuro lavoro discografico basato sulle musiche di Michael Jackson, alle cui musiche ha già dedicato un concerto che replicherà a Roma il 30 novembre.

    Enrico Rava

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  • Paolo Fresu

    Paolo Fresu in piazzetta Billy Sechi (foto Roberta Matta)

    Durante il viaggio di andata, ormai 51 giorni fa, appena fuori del porto di Civitavecchia ho ricevuto un simpatico sms che mi dava il benvenuto… in Svezia! Prima che la cosa succeda di nuovo, lancio dal porto di Olbia il mio saluto a questi fantastici 50 giorni: nella prossima settimana caricherò gli ultimi post “arretrati” su una mezza dozzina circa di concerti, compresi i 3 (tre) dell’ultima giornata cagliaritana: un commovente omaggio al batterista Billy Sechi alle 9 del mattino nella piazzetta a lui dedicata (vedi foto), un duo con Bebo Ferra nel carcere minorile di Quartucciu e il “solo” da tutto esaurito della sera al Teatro Lirico, dove per la prima volta ho visto Fresu sudare (e, forse, anche un po’ commuoversi per il tifo quasi calcistico degli spettatori)… inoltre il tg3-Linea Notte manderà in onda subito dopo Ferragosto uno speciale di 20 minuti su “!50″.
    Non ho il tempo ora, per fortuna dei lettori, di snocciolare il groviglio di emozioni “a caldo” che mi accompagna mentre mi sfila a fianco il profilo dell’isola Tavolara, ma appena possibile concluderò la mia personale lista di cose e persone notevoli, che per l’occasione elencherà il meglio e il peggio (poca roba) di quest’avventura senza precedenti -e, temo, senza repliche: il fatto di aver visto Fresu sudare mi conferma che è umano e non bionico come (con ottimi argomenti) sostengono alcuni, e difficilmente potrà organizzare per i suoi 100 anni un tour di 100 giorni… per il momento, e prima di entrare nelle acque svedesi, mi limito a gridare forte al vento il mio GRAZIE PAOLO!
    (NB “A kent’annos” è la formula Sarda equivalente al nostro “cento di questi giorni”)

  • Al parco di San Basilio di Ollolai, in una delle più belle locations di questo tour, Paola Turci ha voluto rendere omaggio ad Amy Winehouse con un accenno della canzone “Back to Black”. Nel video, oltre ad una breve intervista con Paola, anche la canzone “Attraversami il cuore” che dà il titolo all’ultimo album della cantante.

    Paola Turci

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  • Dopo quindici anni tornano a suonare in duo per festeggiare il compleanno di Paolo: l’accoppiata Fresu-Di Castri ha una lunga storia, che si era interrotta al momento di formare il trio PAF con Antonello Salis, ma il concerto dell’altra sera all’ex-Cartiera di Tresnuraghes arriva dopo quindici anni di separazione. Nessuno si è stupito dell’affiatamento fra i due musicisti, che non hanno in realtà mai smesso di frequentarsi. Tutti a bocca aperta, Furio per primo, di fronte ad una location clamorosamente in mezzo al nulla… ottima per un concerto ma davvero incredibile per insediare un’industria come tentarono i Savoia nell’800: inutile dire che la cartiera non ha mai lavorato neppure per un giorno, e oggi ha la vetusta dignità di un’autentica “cattedrale nel deserto”

    Furio Di Castri

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    (NB qualcuno avrà notato che nel video l’ex-cartiera si distingue appena: la colpa è come sempre del “poeta della luce” Gianni Melis, detto anche “il mago della penombra”, che confeziona scenari meravigliosi per l’occhio unamo ma invisibili per le telecamere… nei prossimi giorni lo inchioderò alle sue responsabilità con un’intervista in cui potrà spiegarci come illuminare un concerto con 75 watt!)

  • Per un’indisposizione di Paolo Rossi il programma del concerto di Paolo Fresu all’Argentiera è saltato, e l’organizzatore del festival “Sulla terra leggeri” Flavio Soriga ne ha approfittato, con la complicità di Massimo Cirri di Caterppillar, per inventarsi una sorta di happening con la partecipazione del pubblico e di alcuni scrittori fra cui lo stesso Soriga. In questa intervista Flavio Soriga racconta lo spirito del festival, giunto alla quarta edizione nello scenario affascinante e carico di storia dell’ex-miniera dell’Argentiera, e spiega come è nato il suo ultimo libro, appena pubblicato, “Nuraghe Beach”.

    Flavio Soriga

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  • “!50 anni suonati” ha dedicato al trombone tre serate consecutive: una con il quartetto Palatino, formazione storica di Paolo Fresu nata intorno al batterista italo-francese Aldo Romano e due con Gianluca Petrella, prima in duo e poi in una versone ridotta del progetto “Brass Bang!”. In questa intervista Gianluca, uno dei più talentuosi fra i nostri giovani jazzisti, affronta un lato a lui caro della musica: il suo aspetto ludico, la possibilità di giocare con i suoni senza magari prendersi troppo sul serio. Un atteggiamento che ha le sue radici nell’infanzia di Gianluca, nato in una famiglia di artisti e circondato da ogni ganere di strumenti. Le immagini sono quelle del concerto in duo a Mogorella, in mezzzo alle pale eoliche del Monte Grighini: un concerto reso ancor più magico dal rincorrersi del sole e delle nuvole, che hanno dato vita a infiniti giochi di luci, ombre e riflessi fino al prevalere finale delle nubi basse, che hanno atteso la fine del concerto per “impadronirsi” della montagna sommergendola di vapore…

    Gianluca Petrella

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  • Mercoledì scorso a Uta, a casa dello scrittore sardo Flavio Soriga, Lella Costa e Paolo Fresu sono tornati a raccontare storie di Sardegna con i testi dello stesso Soriga, di Milena Agus e soprattutto di Sergio Atzeni, che Lella legge sempre con grande emozione. Molto divertente il testo di Flavio sulle sue “dimissioni da Sardo” scritto proprio per Lella in occasione del festival di Berchidda del 2007. Nell’intervista Lella racconta la sua continua ricerca di occasioni per dividere la scena con musicisti di ogni tipo, da Fresu al pianista classico Roberto Plano con cui sta portando in giro un recital basato su musiche e melologhi scritti da Liszt. Non manca un accenno al “vento nuovo” che soffia su Milano…

    Lella Costa

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