50 anni suonati

di Giorgio Galleano

  • Con il nome di “Tomba di Giganti” si indicano in Sardegna delle tombe megalitiche collettive, di età nuragica, che la tradizione successiva voleva appunto abitaate da giganti. In molti casi, come a Siddi, il nome popolare di questi monumenti era “Sa Domu ‘e s’Orcu”, tanto per ribadire il concetto. Inevitabile che fosse Gavino Murgia, il gigantesco Dio del Vento cresciuto all’ombra del Monte Ortobene di Nuoro e autore di un brano dal titolo “Sa Domu e s’Orcu”, il protagonista della serata del 30 luglio, penultimo appuntamento di “!50 anni suonati”. Il concerto con Paolo Fresu e Bebo Ferra alla chitarra è stato uno dei più affascinanti dell’intero tour, e ha richiamato una folla che ha mandato in tilt l’organizazione logistica, di per sé complicata visto che il minuscolo altopiano di Siddi (“Giara” in Sardegna) è attraaversato da un’unica strada ad anello…

    Paolo Fresu e Gavino Murgia

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    Nel video trovi l’intero brano “Pane Pintau”, presente nel cd “Megalitico” del Gavino Murgia 5tet, e un breve saggio del vocalismo ancestrale che è uno dei più affascinanti aspetti della musicalità di Gavino, già allievo di Paolo Fresu ai seminari della scuola jazz di Nuoro e ora ambasciatore dell'”ethnic jazz” (questa l’etichetta, un po’ lim itativa, che i critici gli hanno cucito addosso) nei 5 continenti.

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