50 anni suonati

di Giorgio Galleano

  • Questa volta niente immagini del concerto con il contrabbassista norvegese (eravamo a Carloforte il 28 giugno, Paolo aveva ancora i capelli lunghi… e io dovevo arrangiarmi con un’unica batteria da 6 minuti di autonomia) ma uno spezzone del sound check pomeridiano, aperto dal rito scaramantico del “conto alla rovescia” che ha caratterizzato tutte le prove di “!50 anni suonati”.

    Paolo Fresu e Arild Andersen

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  • Era il lontano 29 giugno quando a Perfugas, di fronte alla splendida chiesetta di Santa Maria ‘e Fora, Pierpaolo Piludu e Paolo Fresu rimettevano in scena “Laribiancos”, lo spettacolo basato su un romanzo di Francesco Masala sul destino dei tanti ragazzi poveri mandati a morire in Russia nella II Guerra Mondiale. “Laribiancos”, come spiega Pierpaolo Piludu in quest’intervista realizzata a Pirri (Cagliari) nella sede del Cada Die Teatro, era il nomignolo spregiativo riservato a quei figli di contadini che, a causa della denutrizione, avevano le labbra bianche. Le riprese sono di Sandro Usai, le foto dello spettacolo sono di Gianfranco Mura.

    Pierpaolo Piludu

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  • “Dirottato” a Quirra per un servizio del tg3 non ho assistito di persona al concerto “Porgy and Bess” del 6 luglio all’ex-miniera Serbariu di Carbonia, con Paolo accompagnato dall’Orchestra jazz della Sardegna: per fortuna il mio amico Sandro Usai mi ha passato le immagini che ha girato per la TGR Sardegna e posso presentare qui un breve video di sintesi del concerto. Da notare gli elmetti da minatore (non chiamateli caschi!) di cui ogni orchestrale è stato equipaggiato, con colori diversi per ogni settore dell’orchestra.

    Porgy And Bess

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  • Per il grande chitarrista Ralph Towner la bravura del musicista coincide con la sua capacità di dare una “voce” unica e inconfondibile al proprio strumento: ogni nota va “accentata” in maniera diversa, così come facciamo per dare espressività alle nostre parole, ed è proprio con il suono della voce, o meglio del discorso (speech) che Towner paragona la capacità dei musicisti di raccontare storie con il loro strumenti: dote che non manca certo a Paolo Fresu, con il quale Towner, che lo conobbe 17 anni fa al festival di Sant’Anna Arresi, ha a lungo inseguito il sogno di un duo.
    Il concerto è quello di Barumini del 6 luglio, ai piedi del Nuraghe più importante della Sardegna, che Towner ha visitato rimanendo affascinato dalla sapienza degli ingegneri nuragici…

    Ralph Towner

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  • Terzultimo atto di “!50 anni suonati!” nella piazza del Carmine di Mogoro, affollatissima per lo spettacolo di Ascanio Celestini accompagnato da Paolo Fresu: un altro successo al di là delle aspettative per un tour che si avvia a superare le 100mila presenze. Nel video una sintesi dello spettacolo in cui Ascanio immagina l’orazione funebre per il leader poltico di un piccolo Paese, tale Toni Mafioso…

    Paolo Fresu e Ascanio Celestini

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  • Ne è passato di tempo da quando, per liberare l’hard disk, mi sono “fumato” i due servizi già montati sui concerti di Barumini e Antas… riecco qui finalmente la lunga intervista ad Enrico Rava: il grande trombettista racconta il concerto del tempio di Antas con il supergruppo di Dave Douglas (nato, come ormai spesso accade nel jazz, proprio in Sardegna) e anticipa un suo futuro lavoro discografico basato sulle musiche di Michael Jackson, alle cui musiche ha già dedicato un concerto che replicherà a Roma il 30 novembre.

    Enrico Rava

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  • E’ piovuto forte per tutto il pomeriggio, mercoledì scorso, in Gallura: ma alle 17,30 era previsto il concerto di Paolo Fresu e Giove Pluvio è stato ai patti e ha chiuso i rubinetti giusto in tempo per consentire a un paio di migliaia di persone di arrampicarsi all’asciutto fino alla spiaggia di Cala Grande, attraverso i meravigliosi tafoni granitici e le cave romane, concedendo anche al Sole di ricomparire giusto verso il termine dello show: una delle giornate più belle di “!50″ con Paolo e il coreografo-ballerino Giorgio Rossi che hanno giocato fra loro all’insegna dell’improvvisazione più libera, lasciandosi guidare da ciò che li circondava -l’acqua e la sabbia prima di tutto ma anche un elicottero in lontananza o una barchetta in avvicinamento, fino alla stessa comparsa del Sole. Per l’occasione video extralungo, in cui anche il pubblico gioca da protagonista.

    Giorgio Rossi

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  • Paolo Fresu

    Paolo Fresu in piazzetta Billy Sechi (foto Roberta Matta)

    Durante il viaggio di andata, ormai 51 giorni fa, appena fuori del porto di Civitavecchia ho ricevuto un simpatico sms che mi dava il benvenuto… in Svezia! Prima che la cosa succeda di nuovo, lancio dal porto di Olbia il mio saluto a questi fantastici 50 giorni: nella prossima settimana caricherò gli ultimi post “arretrati” su una mezza dozzina circa di concerti, compresi i 3 (tre) dell’ultima giornata cagliaritana: un commovente omaggio al batterista Billy Sechi alle 9 del mattino nella piazzetta a lui dedicata (vedi foto), un duo con Bebo Ferra nel carcere minorile di Quartucciu e il “solo” da tutto esaurito della sera al Teatro Lirico, dove per la prima volta ho visto Fresu sudare (e, forse, anche un po’ commuoversi per il tifo quasi calcistico degli spettatori)… inoltre il tg3-Linea Notte manderà in onda subito dopo Ferragosto uno speciale di 20 minuti su “!50″.
    Non ho il tempo ora, per fortuna dei lettori, di snocciolare il groviglio di emozioni “a caldo” che mi accompagna mentre mi sfila a fianco il profilo dell’isola Tavolara, ma appena possibile concluderò la mia personale lista di cose e persone notevoli, che per l’occasione elencherà il meglio e il peggio (poca roba) di quest’avventura senza precedenti -e, temo, senza repliche: il fatto di aver visto Fresu sudare mi conferma che è umano e non bionico come (con ottimi argomenti) sostengono alcuni, e difficilmente potrà organizzare per i suoi 100 anni un tour di 100 giorni… per il momento, e prima di entrare nelle acque svedesi, mi limito a gridare forte al vento il mio GRAZIE PAOLO!
    (NB “A kent’annos” è la formula Sarda equivalente al nostro “cento di questi giorni”)

  • Dopo una lunga ed eclettica carriera come tastierista, Daniele Di Bonaventura ha deciso di reinventarsi come suonatore di bandonéon, uno strumento nuovo per lui che lo ha costretto, come ci spiega lui stesso, a “rieducarsi” a partire da zero, sia dal punto di vista tecnico sia da quello del repertorio. In questa intervista l’artista marchigiano descrive il suo strumento e illustra la serata di Montevecchio del 25 luglio, con Paolo Fresu e l’Orchestra da Camera della Sardegna diretta da Simone Pittau.

    Daniele Di Bonaventura

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  • Era facile prevederlo, e così è stato: quello dell’altroieri a Sant’Antioco, con Antonello Salis e la Kocani Orkestar, è stato uno dei più belli e allegri del tour, davanti a tremila persone in uno scenario (la cosiddetta “arena fenicia”) reso ancnor più affascinante dalle luci di Franceschino Carta. Nella lunga sintesi video il primo duo di Paolo e Antonello e un frammento della canzone capace di commuovere tutti i Sardi, “No Potho Reposare” che la Kocani ha tradotto in macedone (l’audio della seconda parte non è dei migliori, ma è ascoltabile).

    Fresu Salis Kocani

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