50 anni suonati

di Giorgio Galleano

  • …ed ecco quindi il resoconto finale di “!50″, basato in parte su un’intervista con Paolo realizzata l’ultimo giorno del tour e con una raccolta di (alcuni dei) momenti più belli di questi 50 giorni. Vista la manovra-bis in arrivo oggi da Roma (o da Bruxelles, o chissà) la messa in onda di questo “speciale”, adeguatamente rimaneggiato e rititolato, al posto del tg3-Linea Notte è saltata: ma grazie a Internet, se non vuoi saperne di nuovi tagli e dei soliti sacrifici puoi sempre guardare questo video al posto di un qualunque tg di oggi… buona visione e, finalmente, buone vacanze (sempre che la manovra di cui sopra lo consenta)
    NB Su queste pagine, a settembre, pagherò anche il mio debito alla Panda Gavina offrendo alla vostra curiosità anche il suo punto di vista… A kent’annos!

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    Paolo Fresu e Michela Murgia


    PS c’è un piccolo errore nelle didascalie: ad accompagnare Sheila Jordan non è stato il Devil Quartet (che ha suonato con Ornella Vanoni) ma uno “Special Quintet” con Paolo Fresu, Roberto Cipelli al piano, Attilio Zanchi al contrabbasso e il fantastico Gianni Cazzola alla batteria: correggere il video richiederebbe, fra un passaggio e l’altro, tre o quattro ore quindi lo scrivo qui e facciamo prima…

  • Per la sua réunion dopo 15 anni (esclusa la parentesi di Shanghai, che pochi italiani hanno visto) il trio PAF (Fresu/Salis/Di Castri) è capitato a Sarroch, in uno dei luoghi emblematici delle contraddizioni dello sviluppo in Sardegna (da 50 anni ospita la più grande raffineria d’Europa, la Saras dei Moratti, e proprio in quei giorni si chiudeva con la condanna di alcuni dirigenti il processo per i tre morti sul lavoro del maggio 2009): alla fine Fresu si compiacerà, con un calembour che da lui non ci aspettavamo, di quanto il pubblico fosse “gasato”…
    Meno gasati eravamo di certo noi, intesi come io e Gavina la Panda: era il giorno del ko di Gavina sulle erte del Monte Arci, ed era anche il giorno dopo lo smarrimento dell’unica batteria efficiente della mia telecamera, quindi fra l’arrivo ritardato e la poca autonomia non ero stato in grado di mettere insieme un video decente: nelle settimane succcessive ho potuto riparlare con Antonello Salis e Furio Di Castri e finalmente sono in grado di raccontare almeno un po’ di questo concerto speciale…

    Il trio PAF

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    Questo è l’ultimo servizio di questo blog sui singoli concerti di “!50″: ne mancano ancora 4 o 5 ed appena avrò ottenuto dallo staff di Paolo (in questi giorni impegnatissimo per “Time in Jazz” a Berchidda) un po’ di materiale audio/video, preparerò delle brevi presentazioni che andranno poi a completare il tour virtuale di “!50″ in Google Earth che rimarrà disponibile alla pagina http://www.tg3.rai.it/dl/tg3/PaoloFresu.html: a settembre sostituirò le 50 schede di presentazione ora disponibili nel tour con i video di questo blog e con nuovi testi.
    Ancora su questo blog, entro venerdì, un minidocumentario (la cui messa in onda era prevista nella fascia di “Linea Notte” per questo venerdì, ma probabilmente salterà per via del “commmissariamento” del nostro governo) e, se Gavina continua ad insistere, anche un video di “!50 anni guidati” di cui sarà lei la protagonista!

  • Tommaso Onofri e il Carro delle Energie

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    Intorno a Paolo Fresu e all’idea di “!50 anni suonati” si è mossa per mesi una piccola macchina fatta di uomini e donne instancabili e un po’ folli, ma soprattutto -e per necessità- piuttosto geniali: come l’umbro-atesino Tommaso Onofri, ideatore del “Carro delle Energie” che di sé tiene a precisare “non sono dottore”, e Gianni Melis,collaboratore di Moses Pendleton e dei Momix e “primus inter pares” nella squadra dei light designers: è merito soprattutto loro, e del gruppo di giovani fonici guidato dal direttore di produzione Luca Devito, se la pazzesca idea di un tour così lungo, interamente alimentato (salvo rare eccezioni) da energia pulita e autoprodotta (all’inizio solo con pannelli fotovoltaici, poi anche con una mini-pala eolica) ha avuto gambe per camminare, segnando piccoli record come l’illuminazione completa di un palco con soli 75 watt.
    Gianni Melis

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    Naturalmente il più pazzo di tutti è Vittorio “Vic” Albani, il manager di Paolo che, dopo aver fatto una cosa saggia nella vita (abbandonare il giornalismo) si è imbarcato in tutte le folli avventure di Paolo, e di quest’ultima è stato in un certo senso (e ben al di là delle intenzioni) l’ispiratore, come spiega nell’intervista.
    Vittorio Albani

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  • Dopo una settimana di decantazione è più facile distillare i ricordi di questi 50 giorni: la prima impressione è che non sarà solo Paolo Fresu a ricordarla come l’esperienza più straordinaria della sua vita…
    Il merito è anzitutto di Paolo, della cui natura terrestre continuo a dubitare (anche se sul palco di Cagliari ha sudato, l’ho visto io!) non solo per il suo ormai leggendario patto con Giove Pluvio ma soprattutto per la serenità che è stato capace di infondere sera dopo sera a tutto il team, ai nostri ospiti e, a sentir loro, anche a buona parte degli spettatori e soprattutto delle spettatrici, peraltro quasi sempre in netta maggioranza.
    Tornando alle cose terrestri, ecco qui il mio personale elenco delle cose migliori e delle (poche) cose da dimenticare di questa fantastica avventura:
    Leggi tutto…

  • Alla fine del concerto Antonello Salis e il mandolista Mauro Palmas avevano le dita paralizzate dal freddo… ma ai piedi del Nuraghe Nolza, con una vista (potenziale) aperta su mezza Sardegna, la temperatura percepita era quella incandescente della musica, e delle splendide immagini raccolte da Gianfranco Cabiddu per il suo “Sonos ‘e Memoria”, un viaggio virtuale nella Sardegna di mezzo secolo fa. Nel video una sintesi della serata con la testimonianza di Gianfranco Cabiddu.

    Sonos e Memoria

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  • Dopo 49 concerti gratuiti, non avrei scommesso un calzino sul “sold out” del 50esimo, al modico prezzo di 30 euro e nel chiuso di un teatro da 1500 posti a fine luglio: e invece quel satanasso di Fresu ce l’ha fatta anche stavolta! Nel video stralci del concerto e dell’intervista conclusiva a Paolo: a fra poco su queste pagine per il mio personale bilancio finale, e ai prossimi giorni per le ultime interviste ai protagonisti “dietro le quinte” e un video finale su tutta l’avventura di “!50″. E a proposito di quinte, guarda cosa succede verso il finale di questo video, al riparo dagli sguardi del pubblico…

    Paolo Fresu

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  • 50 concerti in 50 giorni non sono sembrati abbastanza a Paolo Fresu, che alla fine ne ha totalizzati ben 55: oltre ai 50 show “ufficialI” infatti il programma di “!50 anni suonati” prevedeva alcune esibizioni molto speciali: negli ospedali di Bosa e Nuoro e nelle carceri di Sassari e Quartucciu, più un personale omaggio al vecchio amico Billy Sechi, batterista cagliaritano scomparso nel 2005: uno splendido conccerto acustico alle 9 del mattino, con la chitarra di Bebo Ferra e il piano di Paolo Carrus, nella piazzetta da poco intitolata a Billy e con un centinaio di spettatori, in buona parte suoi amici e parenti. Subito dopo, la partenza per il carcere minorile di Quartucciu per un duo con Bebo, a benefcio dei 14 reclusi e di una piccola folla di operatori del carcere.
    Nel video un’ampia sintesi dei due concerti, con una intensissima “No potho reposare” suonata nel carcere, e una breve intervista a Paolo. Presto in arrivo la seconda parte del video, dedicata al concerto serale al Teatro Lirico di Cagliari.

    Paolo Fresu

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  • Con il nome di “Tomba di Giganti” si indicano in Sardegna delle tombe megalitiche collettive, di età nuragica, che la tradizione successiva voleva appunto abitaate da giganti. In molti casi, come a Siddi, il nome popolare di questi monumenti era “Sa Domu ‘e s’Orcu”, tanto per ribadire il concetto. Inevitabile che fosse Gavino Murgia, il gigantesco Dio del Vento cresciuto all’ombra del Monte Ortobene di Nuoro e autore di un brano dal titolo “Sa Domu e s’Orcu”, il protagonista della serata del 30 luglio, penultimo appuntamento di “!50 anni suonati”. Il concerto con Paolo Fresu e Bebo Ferra alla chitarra è stato uno dei più affascinanti dell’intero tour, e ha richiamato una folla che ha mandato in tilt l’organizazione logistica, di per sé complicata visto che il minuscolo altopiano di Siddi (“Giara” in Sardegna) è attraaversato da un’unica strada ad anello…

    Paolo Fresu e Gavino Murgia

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    Nel video trovi l’intero brano “Pane Pintau”, presente nel cd “Megalitico” del Gavino Murgia 5tet, e un breve saggio del vocalismo ancestrale che è uno dei più affascinanti aspetti della musicalità di Gavino, già allievo di Paolo Fresu ai seminari della scuola jazz di Nuoro e ora ambasciatore dell'”ethnic jazz” (questa l’etichetta, un po’ lim itativa, che i critici gli hanno cucito addosso) nei 5 continenti.

  • Questo video è un po’ lungo (circa 8 minuti) ma illustra bene lo spirito di “!50 anni suonati” e può aiutare i “continentali” ad avvicinarsi alla cultura -non solo musicale- della Sardegna, cui Paolo Fresu ha dedicato questo progetto che riunisce tre cori dell’Isola –Coro di Castelsardo, Cuncordu e Tenore de Orosei, Su Cuncordu ‘e su Rosariu de Santulussurgiu– che dividono il “palco” (una radura al bordo di uno splendido, minuscolo residuo di foresta umida primaria del Campidano, a pochi km da Cagliari) con l’Alborada String Quartet e il pianista Diederik Wissels.

    Lo scultore Pinuccio Sciola

    Lo scultore Pinuccio Sciola

    E’ stata una serata difficile, per il grande accesso di pubblico che ha reso complicato arrivare, rifocillarsi e, per gli ultimi arrivati, anche vedere e/o sentire qualcosa… ma era lo stesso impossibile resistere alle mille suggestioni architettate da Paolo Fresu e dal “padrone di casa”, lo scultore Pinuccio Sciola, inventore delle “Pietre Sonore” o litofoni che erano alle spalle dei musicisti e che -come quello in foto a sinistra- appena sfiorati risuonano di armonie indecifrabili e affascinanti: quella che Pinuccio chiama “memoria litica” delle pietre. A completare il lungo servizio un buffo aneddoto di Paolo Fresu sui rapporti fra sacro e profano in Sardegna, e sulla piccola disavventura capitata ad un tipo assai spirituale come Omar Sosa quando ha tentato di entrare in chiesa…
    Il Rito e la Memoria

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  • S’intitola “Mistico Mediterraneo” il nuovo album di Paolo Fresu, realizzato con Daniele Di Bonaventura al bandonéon e con il coro còrso “A Filetta”: un incontro nato casualmente ad Ajaccio e presto sviluppatosi in una collaborazione artistica, con i due musicisti italiani conquistati dalle atmosfere mistiche create dal coro di Jean-Claude Acquaviva.
    L’album è staato presentato a Gavoi, 13ma tappa del tour “!50 anni suonati”: una serata intensa, in contemporanea con l’apertura del festival letterario internazionale “L’Isola delle Storie”, in cui Paolo Fresu ha potuto conoscere il maestro Ermanno Olmi e “accalappiare” Michela Murgia, che ddi lì a poco sarebbe stata coinvolta nel tour in sostituzione dell’indisposto Stefano Benni.
    In questo video una breve sintesi del concerto, nella gremitissima chiesa di San Gavino (ma almeno un migliaio di persone era fuori della chiesa, ad assistere dal maxischermo) e l’intervista con Paolo, Daniele e Jean-Claude.

    Mistico Mediterraneo

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